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EMERGENZA RIFIUTI: CHIESTI AIUTI ECONOMICI STRAORDINARI ALLA REGIONE CAMPANIA

Comunicato Stampa n. 1364 del 30 giugno 2017

Il Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci ha chiesto alla Regione Campania un intervento immediato per scongiurare la interruzione dello smaltimento rifiuti indifferenziati con la chiusura dello S.T.I.R. di Casalduni, gestito dalla SAMTE, la Società della Provincia istituita per le legge a tale scopo.

In una lettera all’Assessore regionale all’ambiente e ai rifiuti Fulvio Bonavitacola, Ricci ha dichiarato che il sostegno finanziario della Regione è “indispensabile” in quanto la Provincia di Benevento “non ha capacità economiche tali da poter intervenire per il necessario riequilibrio finanziario della SAMTE”.

La chiusura dello Stir di Casalduni, d’altra parte è inevitabile, in mancanza di risorse finanziarie necessarie a garantirne il funzionamento e a pagare il dovuto ai suoi dipendenti; d’altra parte, scrive Ricci a Bonavitacola, il blocco dell’impianto purtroppo comporta “anche la sospensione delle attività di presidio ambientale presso i siti dismessi dislocati sul territorio provinciale”.

Nella sua lettera all’Assessore regionale, Ricci svolge la cronistoria della crisi Samte.

La Società, già ammessa dal 26.04.2016 a procedura di Concordato Preventivo presso il Tribunale Fallimentare, ha visto aggravata la propria posizione economica a seguito degli esiti di un contenzioso circa l’importo delle tariffe avviato da alcuni Comuni sanniti: due sentenze di giorni scorsi del Tar Campania hanno comportato ad un ulteriore grave decremento per Samte degli introiti per il 2016 e 2017 pari ad € 1.850.574,36 oltre Iva. Questo buco si è aggiunto a quello creato da un precedente contenzioso per il costo smaltimento per gli anni 2014 e 2015, pari a circa 4.500.000,00 di euro oltre Iva.

Tali mancati introiti, ha scritto il Presidente della Provincia, hanno determinato la mancata copertura dei costi per l’espletamento del servizio con pregiudizio irreparabile per la continuità aziendale. Samte, peraltro, ha ancora ricordato Ricci, come dispone la Legge n. 26 del 26.02.2010, ha l’obbligo di provvedere alla copertura delle spese degli impianti di discarica aperti sul territorio sannita dal Commissariato per l’emergenza rifiuti (anni 1993 – 2009). Gli impianti sono:

1.      SITO DI STOCCAGGIO ECOBALLE CASALDUNI - AREA STIR 

2.      SITO DI STOCCAGGIO ECOBALLE CASALDUNI – LOC. FUNGAIA

3.      SITO DI STOCCAGGIO ECOBALLE FRAGNETO MONFORTE TOPPA INFUOCATA

4.      DISCARICA SAN BARTOLOMEO IN GALDO – SERRA PASTORE

5.      DISCARICA MONTESARCHIO LOCALITA’ TRE PONTI

6.      DISCARICA SANT’ARCANGELO TRIMONTE – LOC. NOCECCHIE

7.      DISCARICA CONSORTILE SANT’ARCANGELO TRIMONTE

8.      IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO DI MOLINARA.

E’ da osservare, peraltro, che, se la Provincia proprio in questi giorni ha avviato la bonifica di Serra Pastore, la discarica di Nocecchie in Sant’Arcangelo Trimonte e l’impianto di compostaggio di Molinara sono sotto sequestro giudiziario. Si tratta di siti di discarica “post mortem”, ma che comunque producono enormi spese gestionali. Infatti, per il solo anno 2016 tali spese sono state nell’ordine di € 1.201.946,70 oltre I.V.A., con un’incidenza sul costo totale di smaltimento del rifiuto indifferenziato pari a circa il  23%.

La situazione, a questo punto, è surreale. Scrive Ricci: “Il paradosso è che una provincia virtuosa come Benevento, che ha raggiunto una media provinciale di Raccolta Differenziata pari a circa il 70%, debba continuare a sopportare costi elevati per la gestione di siti dismessi: invero su un basso quantitativo di rifiuto indifferenziato residuo gravano spese elevate derivanti da scelte di una gestione emergenziale che ha fortemente penalizzato questo territorio a vantaggio delle province campane più popolose. Un danno che negli anni continua ad essere perpetrato soprattutto per effetto della perdurante disattenzione della Regione che non dovrebbe tollerare oltremodo la totale assenza di equità che penalizza il territorio sannita che ha la sola colpa di essere a bassissima densità abitativa a fronte della elevata concentrazione di siti dismessi.

Oggi questa consolidata disattenzione potrà essere la causa di conseguenze devastanti”.

A fronte di tanto, scrive ancora il Presidente della Provincia all’Assessore regionale: “Le entrate economiche della Samte provengono esclusivamente dall’applicazione della tariffa relativa al costo per il conferimento del rifiuto indifferenziato presso lo S.T.I.R. di Casalduni. L’Ente Provincia ha stanziato per alcuni anni le risorse necessarie a coprire i costi derivanti dagli ex siti, per non gravare direttamente i cittadini di tali oneri; ma, com’è noto, “ Dall’anno 2014 i trasferimenti finanziari da parte della Provincia si sono drasticamente ridotti, annullandosi del tutto nel 2015”: infatti la Provincia ha dovuto contribuire al risanamento del debito pubblico statale, in questo modo però ha creato un enorme debito sul Bilancio della Samte.  

Da qui la richiesta di un intervento economico di natura eccezionale.

Di tutta la questione Samte se ne parlerà mercoledì prossimo in sede di Assemblea dei Sindaci alla Rocca dei Rettori

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