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A PROPOSITO DELLE ECOBALLE IN LOC. FUNGAIA DI CASALDUNI

Comunicato Stampa n. 885 del 3 marzo 2020

Le migliaia di tonnellate di ecoballe “temporaneamente” accatastate dalla Regione nello Stir di Casalduni sono ancora là; idem per quelle della vicina località di Toppa Infuocata: la Provincia di Benevento non concede la proroga richiesta dalla Sapna di Napoli per le operazioni di rimozione. Questo il contenuto di una dichiarazione, di seguito riportata, del Presidente della Provincia sannita, Antonio Di Maria, che ha voluto fare chiarezza sulla vicenda.  

 

«Leggo dichiarazioni, di autorevole fonte, secondo le quali sono ormai state rimosse o stanno per essere rimosse le 12mila tonnellate di ecoballe dallo Stir di Casalduni depositate dalla Regione nella scorsa estate al fine di consentire l’equilibrio della gestione del sistema regionale dei rifiuti nel periodo di fermo per manutenzione programmata del Termovalorizzatore di Acerra.

Tali notizie sono quanto meno azzardate e, comunque, mal si conciliano con la realtà dei fatti ed i comportamenti della Società Sapna di gestione del ciclo rifiuti di Napoli.

E’ bene che tutti i cittadini sappiano, invece, che la Sapna ha già chiesto alla Provincia di Benevento, proprietaria dello Stir di Casalduni, per ben 3 volte una proroga della autorizzazione al deposito “temporaneo” di quelle ecoballe.

Ora, perché mai si chiede una proroga se le ecoballe sono state rimosse?

La verità è che la Sapna non ha mai risposto alle formali richieste di questa Provincia di relazionare sulle attività di smaltimento di quelle 12mila tonnellate che, come tutti ricordano, avrebbero dovuto essere rimosse entro i 4 mesi dal deposito “provvisorio”.

Ora che di mesi ne sono invece trascorsi sei, alla ennesima richiesta della Sapna di proroga, la Provincia ha comunicato formalmente di non concederla non avendo mai la Sapna, con grave sgarbo istituzionale, nemmeno risposto alle richieste della Provincia.

La Provincia di Benevento aveva dato la propria disponibilità a tenere il equilibrio il sistema regionale dei rifiuti in occasione del fermo del TMV di Acerra ed aveva ricevuto assicurazioni, formalizzata davanti al Prefetto di Benevento, circa la rimozione in tempi rapidi di quelle ecoballe.

Ebbene, benché “pacta sunt servanda”, tutto questo non è avvenuto.

Osservo, inoltre, che il problema è anche e soprattutto di ordine volgarmente economico, perché quelle ecoballe nello Stir di Casalduni rappresentano comunque un rilevante costo per la Provincia di Benevento in quanto esse producono il percolato, cioè un inquinante pericolosissimo che va immediatamente rimosso, oltre che fonte di responsabilità della gestione.

Dunque, come al solito, oltre alla beffa c’è il danno.

E, ad ulteriore beffa, si aggiunge l’ennesimo mancato rispetto dell’ennesimo impegno assunto circa la rimozione di un altro enorme quantitativo di ecoballe che fu accatastato a suo tempo nella località Toppa Infuocata a poca distanza dallo Stir di Casalduni.

A questo punto, considerato che gli impegni sono cronicamente disattesi, la Provincia di Benevento propone una formale istanza affinchè si intervenga in maniera risoluta e definitiva sul sito di Toppa Infuocata. La assoluta assenza di competenza in materia di smaltimento delle ecoballe non consente nemmeno di potersi sostituire al sistema a regia regionale.

Pertanto, per il rispetto che si deve alle Istituzioni, la mancata concessioNE

Comunicato Stampa n. 896 del 6 marzo 2020

Si è svolto stamani un vertice tra la Provincia di Benevento, la Società Sapna e la Samte in merito alla rimozione delle ecoballe ancora accatastate presso la loc. Fungaia di Casalduni dalla scorsa estate per far fronte al blocco del termovalorizzatore di Acerra per manutenzione.

La riunione era stata convocata dal Presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria per un esame delle criticità riscontrate in merito alla rimozione delle ecoballe dalla località Fungaia, avendo riscontro problemi di ordine istituzional ed amministrativo anche connessi alla assenza di comunicazione istituzionale con la Sapna.

La Provincia ha poi rilevato che i ritardi della rimozione del materiale in località Fungaia hanno determinato per la Provincia stessa costi rilevanti per la rimozione del percolato prodotto da quelle ecoballe. Non si riescono a trovare dunque, in tali condizioni, le motivazioni da addurre alla possibile stesura di una Ordinanza per accogliere la richiesta di proroga da parte della Sapna finalizzata al completamento della rimozione. E’ stato pertanto chiesto a Sapna una relazione scritta al fine di mettere in condizioni gli Uffici di relazionare circa la eventuale concessione della terza proroga richiesta. la Provincia ha infine ricordato che sono stati disattesi gli impegni regionali presi in coincidenza con la concessa disponibilità dell’area di stoccaggio. Non si è infatti provveduto alla rimozione delle ecoballe nella località Toppa Infuocata, a poca distanza dalla località Fungaia.

Il responsabile di Sapna ha riconosciuto errori di comunicazione, ma anche sottolineato gli ostacoli anche di natura burocratica che Sapna ha incontrato nell’assolvimento del compito. In ogni caso ha evidenziato come ad oggi siano state rimosse circa il 40% del materiale accatastato. Pertanto, per completare l’operazione ha chiesto una proroga per l’intervento fino al 15 aprile, cioè per il tempo tecnico necessario.

Al termine del confronto si è appreso che la Sapna invierà entro il pomeriggio di oggi i dati tecnici della rimozione finora effettuata e di quella a farsi, compresi le entità dei ristori ambientali promessi secondo i patti tra Samte e Sapna.

Una volta pervenuti tali dati, il Presidente della Provincia si riserva la valutazione ai fini della eventuale concessione della proroga. ne della terza proroga è stata comunicata a tutte le Autorità competenti ed inviata, per conoscenza, al Prefetto di Benevento». 

Comunicato Stampa n. 899 del 6 marzo 2020

Il Presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria ha disposto nel pomeriggio di oggi di prorogare fino a tutto il 15 aprile 2020 la validità della sua precedente Ordinanza n. 30 del 08-09-2019 e, pertanto, di confermare l’autorizzazione ad effettuare la rimozione delle ecoballe ancora giacenti presso la località Fungaia nel Comune di Casalduni. La decisione di Di Maria viene al termine di una giornata di lavoro (incontro alla Rocca dei Rettori e successivi contatti anche telefonici con la Sapna). Il Presidente della Provincia, in sostanza, ha preso atto del contenuto di una comunicazione della Società partenopea inviata alla Provincia nel pomeriggio ed ha ritenuto che “risultano sufficientemente esplicitati sia i motivi del ritardo sia il programma di evacuazione dei rifiuti ancora giacenti nel sito di stoccaggio provvisorio”. La Sapna ha infatti descritto come intenda rimuovere le oltre 5.150 ecoballe ancora giacenti, avendo precisato che ad oggi l’operazione ha interessato circa il 40% del materiale abbancato ovvero circa: 4.100 ecoballe su un totale di circa 9.250. Dunuqe, i tempi tecnici per il lavoro di carico e trasporto transfrontaliero sono stati indicati fino a tutto il 15 aprile 2020. Infine la Sapna ha ulteriormente precisato, con una successiva nota, che “per quanto riguarda la proiezione economica al 15 aprile 2020, è disponibile previa valutazione delle quantificazioni tra le parti”.     L’Ordinanza di Di Maria stabilisce inoltre di confermare raccomandazioni, prescrizioni ed obblighi disposti già in precedenza in capo alle soc. Sapna s.p.a. e Samte s.r.l., ognuna per le proprie competenze e responsabilità, con particolare riferimento alla tutela della salute ed alla salvaguardia delle matrici ambientali. Restano a carico della Sapna tutte le spese derivanti dalle attività autorizzate. Il Presidente della Provincia invita infine ARPAC e ASL a periodici controlli ai fini di un costante monitoraggio della corretta gestione delle attività autorizzate. 

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