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L'ANTINCENDIO BOSCHIVO COMPIE 51 INTERVENTI IN POCO PIU' DI UN MESE

Comunicato Stampa n. 1137 del 3 settembre 2020

Dal 9 luglio al 31 agosto le quattro Squadre dei 30 operatori dell’Antincendio Boschivo della Provincia di Benevento hanno effettuato nel territorio di competenza 51 interventi per arginare le fiamme che hanno interessato poco meno di 79 ettari di terreno.

Sono questi i dati più significativi emersi da un Report sulle attività dell’AIB predisposto dal Dirigente del Settore Tecnico della Provincia Angelo Carmine Giordano, che al riguardo ha sentito il Responsabile del Servizio Elisabetta Cuoco ed il Capo Operaio coordinatore delle Squadre operative Alessandro Rinaldi.

L’AIB della Provincia, il cui Centro si trova in contrada Piano Cappelle del capoluogo, mobilitata ed indirizzata, a seconda delle segnalazioni di incendio, dal Centro Operativo Territoriale anche al di fuori dell’ambito di competenza territoriale dovendosi far fronte ad esigenze particolari, è intervenuta in numerose contrade ed aree rurali di 16 diversi Comuni.

Gli interventi hanno in particolare riguardato i territori di: Benevento, Pontelandolfo, Ceppaloni, Sant’Angelo a Cupolo, Apollosa, Pannarano, San Leucio del Sannio, Ponte, Apice, Castelpoto, Guardia Sanframondi, Fragneto Monforte, Arpaise, San Salvatore Telesino, Moiano e Montesarchio (Tre Ponti di Tufara Valle).

Il Comune più colpito dagli incendi boschi è stato quello di Benevento che, del resto, ha una vastissima vasta superficie territoriale (oltre 130 Km2): sono stati, nel periodo indicato, ben 21 gli interventi effettuati nella sola area del capoluogo, 6 a Ceppaloni, 4 Ponte, 3 in quello di Apice, 2 volte ad Arpaise e San Leucio del Sannio.

Sono andati a fuoco, nell’ambito della rilevazione degli interventi effettuati dall’AIB della Provincia, oltre 23 ettari di bosco; 44,8 ettari di area incolta; 11 ettari di aree coltivate; e crica mezzo ettaro di un’area di rimboschimento (in loc. Ripa Bianca di Ceppaloni).

Il Presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, nel prendere atto del Report dell’AIB, ha espresso il sentito e sincero ringraziamento agli operatori tutti dell’AIB per lo spirito di servizio e di abnegazione dimostrati in questa estate per tutelare la pubblica incolumità e per salvare il patrimonio boschivo dalle azioni scellerate dei piromani. Eguale e convinto apprezzamento e gratitudine il Presidente Di Maria lo ha espresso nei riguardi dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestali, degli Operatori dell’Antincendio della Regione Campania e delle Comunità Montane.

“Quella degli incendi boschivi è una vera e propria piaga” – ha detto Di Maria, che ha aggiunto: “Fortunatamente, quest’anno, anche grazie all’azione di tutte le forze in campo, sono stati evitati guai seri alla popolazione civile, anche se le fiamme hanno talvolta lambito le zone abitate. Resta, però,in tutta la sua gravità un fenomeno di devastante portata per l’ambiente e per l’ecosistema. Gli incendi nei boschi, nella gran parte attribuibile a cause di natura dolosa e/o colposa, segnano peraltro in maniera negativa e a lungo termine la tenuta dei versanti che spesso franano a valle anche dopo mesi con conseguenti pesantissimi danni alle infrastrutture ed alle strutture e, purtroppo, anche alle persone”.

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Comunicato Stampa n. 1148 dell’11 settembre 2020

Il Presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, sta seguendo con la massima attenzione e viva preoccupazione la situazione degli incendi delle aree boschive che stanno martoriando il territorio sannita in questi giorni.

Molti ettari di vegetazione sono già andati in fumo: oltre al devastante danno ambientale e paesaggistico, che peraltro crea le premesse per le frane e gli smottamenti dei versanti e cioè per ulteriori disastri, il fuoco ha creato in più di una occasione pericoli gravi per la pubblica incolumità perché le fiamme hanno lambito le abitazioni di numerosi centri, tra i quali la stessa Benevento in due occasioni.

Il Presidente Di Maria ha voluto rinnovare il proprio ringraziamento per quanti (Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Operatori della Regione Campania e della Protezione Civile, Operatori delle Squadra AIB della Provincia e degli altri delegati, Prefettura), in queste ore ed in questi mesi, stanno operando contro le fiamme, in condizioni assai difficili ed affrontando rischi seri e concreti.

Di Maria, inoltre, ha voluto esprimere la più ferma condanna per chi ha appicca gli incendi: «non c’è dubbio infatti», ha dichiarato Di Maria, «che la storiella della “autocombustione”, che qualcuno si ostina a lanciare in tali circostanze, sia un’autentica stupidaggine. Vi sono, invece, persone che speculano sugli effetti del fuoco e godono nel vedere alzarsi le fiamme. Auspico che le Forze dell’Ordine e la Procura della repubblica possano individuare e perseguire chi si rende responsabili di questi gesti criminali. Ai Sindaci e ai cittadini dei centri maggiormente colpiti va tutta intera la mia solidarietà».

Di Maria, in questo contesto, ha anche voluto sottolineare il ruolo che sta giocando in questi giorni la diga di Campolattaro sul fiume Tammaro, affidata alla Provincia di Benevento, che la gestisce grazie all’ASEA, la propria Azienda Speciale.

E’ noto che, nei mesi più caldi, la diga di Campolattaro svolga ormai da anni un’importante, anzi un’essenziale funzione idrologica e naturalistica in quanto rilascia un considerevole quantitativo di acqua a valle dell’invaso per consentire il minimo flusso vitale sia dello stesso Tammaro che, più a valle, quasi alle porte di Benevento, del fiume Calore, a sua volta affluente del Volturno.

In riferimento al rilascio idrico, dai dati del bilancio idrologico, che vengono rilevati quotidianamente da Asea, dal 1° agosto al 10 settembre sono stati scaricati a valle della diga, in alveo, ben 10.094.714 m3 di acqua con un dato medio di deflusso pari a 2.85 m³/ al secondo, a fronte di un afflusso a monte, ovvero all’ingresso del fiume Tammaro nell’area creata dal bacino artificiale, pari a 987.374 m3 di acqua corrispondenti a 0,28 m³/s.

Pertanto, si riscontra una sensibile differenza delle acque rilasciate: si tratta di un valore di oltre dieci volte superiore a quelle affluite, che ha naturalmente comportato un ribasso del livello dell’altezza raggiunta dall’invaso, ribasso che anche a d occhio nudo si percepisce distintamente.

«Il deflusso, pari a circa tre volte il valore del minimo deflusso vitale, ha contribuito, ha dichiarato Di Maria, «in questa stagione fortemente siccitosa, al mantenimento dello stato ambientale e dell’ecosistema fluviale, sia del Tammaro, che del Calore, di cui il primo è tributario. Sottolineo come l’abbassamento del livello d’invaso sia poi funzionale alla laminazione delle piene effettuata nella stagione invernale».

Ma c’è molto di più, avverte Di Maria: la diga di Campolattaro rappresenta un enorme bacino di approvvigionamento idrico per gli aeromobili impegnati nelle campagne antincendio. Infatti, negli ultimi giorni l’acqua dell’invaso di Campolattaro è stata prelevata, grazie a manovre aeree di alta scuola, dei piloti dei “Canadair”, gli aerei-antincendio, per contribuire alle attività di spegnimento del fuoco.

Nel dettaglio, tra martedì 8 settembre e giovedì 10, i Canadair si sono “tuffati” nella diga per oltre cinquanta missioni: coordinati dalla Protezione Civile, con la supervisione di Asea, gli aerei hanno prelevato l’acqua per le operazioni contro i vasti incendi che, purtroppo, hanno interessato l’area di monte Erbano in Valle telesina e la zona del Camposauro.

«Lo specchio d’acqua dell’invaso di Campolattaro», ha detto Di Maria, «è perfettamente funzionale per questo tipo di attività, in quanto presenta una sezione rettilinea di oltre quattro chilometri, ed un ampia profondità anche a quote medio basse di riempimento dell’invaso, permettendo quindi di svolgere le operazioni in piena sicurezza. Si sottolinea, infine, come queste funzioni della diga», ha concluso Di Maria, « saranno naturalmente eseguite e quindi complementari, anche una volta realizzate le opere di adduzione per l’utilizzo della acque invasate, opere di cui è in corso la redazione della progettazione definitiva da parte della Regione Campania in cooperazione con la Provincia di Benevento, ente concessionario della diga».

 

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