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Magistrati, imprenditori e scuole insieme per la Giornata della Legalità

Comunicato Stampa n. 4395 del 29 novembre 2013

Alla Rocca dei Rettori, promossa dalla Provincia di Benevento e dal Sindacato Imprese Appaltatrici lavori pubblici, si è svolta la “6a Edizione della Giornata antiracket a sostegno della legalità e della trasparenza”.
E’ stato dibattuto il tema: “La legalità, la spending review e la tutela dei cittadini”.
Il Convegno, moderato dalla giornalista Melania Petriello, è stato introdotto dal Commissario straordinario della Provincia Aniello Cimitile, il quale, ricordato il Protocollo per la legalità e la trasparenza che l'Ente ha siglato con la Prefettura e le Associazioni datoriali di lavoro, ha discusso sugli attentati alla legalità che vengono non solo dalla corruzione nella Pubblica Amministrazione, ma anche dall'usura dal racket e da altre forme di illegalità che azzannano il mondo dell'imprendiotria. Cimitile inoltre ha ricordato gli attentati all'ambiente da parte della camorra, con le sue discariche abusive, ed ancora dal femminicidio, che sono strumenti che aggrediscono alla gola la civile convivenza democratica e le possibilità di sviluppo del Sud. La “spending review”, ha aggiunto Cimitile, non può limitarsi ad abolire le Province, perpetuando, invece, il sistema di sprechi che attualmente vige negli altri enti istituzionali. Le Province, a suo dire, sono enti necessari nel panorama istituzionale italiano, così come è indispensabile aggredire i meccanismi che alimentano per davvero il debito pubblico: gli investimenti pubblici per i servizi essenziali, però, sono necessari per agganciare la ripresa.
La Segretaria del Sialp Rosaria Pisaniello ha ricordato le iniziative già assunte dal Sindacato negli anni passati sul tema della legalità e della lotta alla corruzione ed ha auspicato in materia di appalti pubblici l'adozione di norme chiare e precise, ma soprattutto senza scadere nell'attuale caterva di provvedimenti e regolamenti inapplicabili.
E', quindi, intervenuta la consigliera regionale Giulia Abbate che ha voluto confermare quanto sia necessario per il territorio sannita l'istituzione Provincia ed ha invece contestato l'abnorme numero di Società partecipate che sono, loro per davvero, fonte di sprechi di denaro pubblico. Ha quindi citato i dati relativi ai danni enormi che crea la camorra all'economia reale ed ha in particolare sottolineato quanto incida in negativo sullo sviluppo del territorio la corruttela della Pubblica Amministrazione.
Su tali temi è intervenuto anche Biagio Mataluni, presidente della Confindustria sannita, il quale ha definito un cancro la burocrazia italiana, in particolare quella regionale e ministeriale, che tiene bloccati da anni non solo le risorse dell'Unione Europea per lo sviluppo, ma anche progetti seri e ben strutturati come quelli relativi al rilancio del polo produttivo di Airola.
Aggredire la burocrazia e i sistemi di potere che bloccano le decisioni delle Istituzioni e della politica è stato quindi indicato anche dal sindaco di Sant'Agata de' Goti Carmine Valentino come uno strumento indispensabile per lo sviluppo del territorio.
Secondo Peppe De Cristofaro, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, la malavita organizzata ormai ha ampiamente superato i confini territoriali ed operativi di quella legata all'immagine tradizionale della “coppola e della lupara”: essa è diventata la mafia dei colletti bianchi che ripuliscono il denaro sporco al Nord come al Sud in Imprese di comodo che sono più competitive di quelle oneste. Il deputato ha quindi affermato che la legalità non é solo il rispetto delle norme, ma anche l'adozione di adeguati comportamenti individuali: c’è dunque bisogno di un surplus di impegno morale e civile da parte di tutti per una nuova eticità pubblica. “L'aggressione mafiosa – ha concluso De Cristofaro - ha creato nuove diseguaglianze sociali e territoriali che costituiscono un vero e proprio attentato alla Costituzione. In questo momento il Sud paga un prezzo altissimo ed intollerabile, anche perché le politiche di restrizione di spesa pubblica stanno creando nuove povertà e uccidendo ogni possibilità di ripresa”.
E' quindi intervenuta la giornalista Alessandra Ferrari, caporedattore di “Piazzapulita” per La7, che ha invitato soprattutto i giovani ad indignarsi e a reclamare la corretta gestione della cosa pubblica. Carlo Puca, giornalista d'inchiesta di “Panorama”, ha lanciato però un avvertimento: “non è vero che all'estero tutto sia bello e in Italia tutto va male. Possiamo rinascere, ma lo possiamo fare se comprendiamo da che parte stia la bellezza e da che parte stia il degrado”.
Secondo il deputato Umberto Del Basso De Caro, che è componente del Forum Giustizia del Partito Democratico, le responsabilità della classe politica per la situazione in cui versa il Paese sono enormi, ma occorre, a suo dire, capire che la vera colpa della politica è quella di aver delegato negli ultimi anni le scelte a banchieri ed imprenditori, rinunciando di fatto al proprio ruolo. Il Sud paga in misura abnorme questa situazione perché, ha detto Del Basso De Caro, si è consentito ad esempio che i 40 miliardi di Fondi per le aree sottosviluppate fossero dirottati al Nord per pagare le multe sulle quote latte. Occorre quindi intervenire per redistribuire il reddito e per rilanciare il Paese dalle sue macerie.
Ha poi preso la parola il sostituto procuratore della repubblica Antonio Clemente il quale ha definito “disastrosa” la situazione della giustizia in Italia, precisando che fino ad oggi tutte le riforme intervenute in materia sono andate nel segno di impedire il perseguimento dei reati.
Ha chiuso i lavori il presidente emerito della Corte dei Conti Luigi Giampaolino. Egli ha detto che bisogna intendersi sul concetto di “spending review”, perché la revisione della spesa pubblica in direzione di una moralizzazione nell'uso delle risorse finanziarie pubbliche è nell'interesse vero del Paese ed è una misura che certamente può contribuire a far rinascere uno spirito etico pubblico, capace di impegnare nuovamente la collettività nel perseguire il bene di tutti. “Legalità e propensione alle regole e volontà di farla osservare coincidono con l’obiettivo di spendere di meno nelle risorse pubbliche ha detto Giampaolino”. Egli quindi ha portato ad esempio il “Patto per la sanità”, che ha conseguito buoni risultati nel rendere più efficace il controllo contro gli sprechi, garantendo però adeguati livelli di assistenza sanitaria. Il presidente emerito ha infine precisato che la corruzione della Pubblica Amministrazione è una spia: da reato penale ascrivibile al singolo, esso è divenuto costume generalizzato di amplissime fasce della popolazione. Spetta tuttavia alla politica ed alle Istituzioni interpretare al meglio il ruolo di amministratore del pubblico bene, lavorando con sani principi etici per il progresso della collettività.
Al termine die lavori sono stati premiati gli allievi dell'Istituto Superiore “Telesi@” di Telese Terme, i giornalisti Alessandra Ferrari e Carlo Puca, il parlamentare Peppe De Cristofaro, e l'imprenditore Filippo Liverini.

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