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L'ALLARME DI RICCI: SONO IN PERICOLO I SERVIZI AI CITTADINI E I POSTI DI LAVORO DEI DIPENDENTI

Comunicato Stampa n. 98 del 5 gennaio 2015
Conferenza Stampa, oggi alla Rocca dei Rettori nella Sala Consiliare, del Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci.
All’incontro erano presenti: il Sottosegretario di Stato Umberto Del Basso De Caro, il presidente della Camera di Commercio Antonio Campese, i consiglieri provinciali Giuseppe Molinaro, Renato Lombardi e Giuseppe Ruggiero; i sindaci di Telese Terme, Pasquale Carofano, e di Sant’Agata de’ Goti, Carmine Valentino, il segretario provinciale della Uil Fioravante Bosco, i dirigenti Vincenzo Catalano e Pierina Martinelli.
Tre gli argomenti principali che sono stati trattati dal Presidente: il tema del personale dipendente, lo Statuto, le principali iniziative della sua Amministrazione.
Il Presidente, rilevato preliminarmente che, in un anno non felice per il Paese a causa della pesante crisi economica, il Governo ha avuto una grande attenzione per il Sannio a livello di infrastrutture, come non accadeva da tempo, ha tuttravia sottolineato i gravi problemi di gestione in cui si dibatte la Provincia di Benevento come tutte le altre Province d'Italia.
Ricci ha cominciato ricordando che, con l’assestamento di Bilancio deliberato nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale, è stata certificata la mancanza di trasferimenti regionali per alcuni milioni di Euro a favore della Rocca dei Rettori: in un prossimo incontro del Presidente con i vertici di Governo della Regione sarà affrontato anche questo argomento, oltre alla più ampia questione istituzionale sulle materie che potrebbero essere assegnate tra le competenze alle Province.
La Legge Del Rio fissa infatti solo le seguenti: ambiente, pianificazione territoriale, edilizia scolastica, viabilità. In tale contesto la legge 56/2014 lascia una incognita che rende gravida di problemi l’attività quotidiana: infatti, ad oggi, non si sa se la provincia debba o meno occuparsi di cultura, turismo, agricoltura. Per di più, anche in resoconti di Stampa, ci si compiace che a carico della provincia non possano più esserci spese per le sponsorizzazioni di eventi istituzionali: dunque, ha detto Ricci, “noi oggi non potremmo più fare alcunché per far risaltare il ritorno in terra sannita del Vaso di Assteas, il celeberrimo cratere con “Il Ratto d'Europa, un evento culturale che travalica i confini del Sannio, della Regione, dell’Italia. Al di là degli slogan e delle prese di posizione aprioristiche, io penso che non possiamo che metterci una fascia a lutto come collettività. Non capisco come si possa festeggiare una cosa del genere, cioé l'impedimento alla provincia di partecipare ad un evento culturale di rilevanza sovranazionale. Noi non ci possiamo più occupare di cultura: ma, mi chiedo, possiamo mai chiudere il Museo del Sannio o la Biblioteca provinciale? E questo lo dovremo fare mentre ancora non si capisce chi se ne debba occupare in futuro? La verità è che la Provincia sta pagando la reazione dell’antipolitica rispetto agli scandali procurati in giro per l'Italia dai vari Batman. Questa politica o questo tipo di soluzione si sta riverberando come un danno per i mancati servizi erogati ai cittadini e come un danni agli stessi dipendenti della Provincia, nei confronti dei quali si dovrà portare avanti entro il prossimo mese di marzo un vero e proprio e bagno di sangue. Tra poco non ci saranno i soldi per comprare il sale sofisticato per le strade; non ci saranno i soldi per tutti gli altri servizi; non ci saranno i soldi per pagare i dipendenti”.
Quindi Ricci ha così continuato: “Tutti i partiti, nessuno escluso, hanno voluto tale situazione: il dibattito politico in Italia è ormai drogato e nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità. A me pare che abbiamo smarrito il buon senso a livello di gestione politica: ne è esempio il provvedimento di Stefano Caldoro che ha Commissariato una trentina di Comuni sanniti per via della gestione dell’Ato”.
Ed ancora: “Oggi la legge ci obbliga ad agire contro i dipendenti: io debbo onorare la legge, ma anche un impegno politico personale che ho assunto nei confronti dei dipendenti ed è quello di fare loro il minor danno possibile. Noi come Amministrazione in carica non siamo una controparte dei dipendenti; non vogliamo esserlo: eppure io tra qualche settimana dovrò firmare un provvedimento che danneggia alcuni di loro e questo pensiero mi ha fatto trascorrere un pessimo Natale. E’ un imbecille o è in mala fede chi soffia sul fuoco di tale stato di cose per esasperare il conflitto con la Amministrazione al governo della Rocca dei Rettori e con me personalmente: ma la legge di Stabilità 2015 non l’ho scritta io, che peraltro sono Presidente da solo due mesi”.
Il Presidente Ricci ha così continuato: “Io sono in contatto continuo con la Regione e con l’Unione delle Province d'Italia affinché nessuno perda il proprio posto di lavoro. Per far questo noi ci stiamo rendendo conto anche delle situazioni presenti nell'organico dell'Ente che sono di prossimità alla pensione attraverso una mappatura: in ogni caso noi faremo di tutto per non danneggiare i dipendenti. Io non voglio sfuggire alle mie responsabilità. Io dico però ai dipendenti: state attenti ai cattivi maestri e ai cattivi consiglieri. Nessuno può permettersi il lusso di ergersi a paladino dei dipendenti”.
Il Presidente ha quindi così attaccato: ”Hanno voluto smantellare una Istituzione e questi sono i risultati. Io non sono Mandrake e dunque mi chiedo: ma come si può governare un ente quando i tagli finanziari sono stati di una entità mai vista? Come posso manutenere 1.300 chilometri di strade provinciali? Come si possono acquistare le tonnellate di sale che servono per questo inverno? Qualcuno sa quanto costa il sale sofisticato? Ebbene, ogni quintale di sale costa 10 Euro e abbiamo in complesso a disposizione soltanto 147mila Euro: tutto questo per 1.300 chilometri di strade. Eppure il risultato della percorribilità delle strade è stato buono nei giorni della fine dell'anno: e di tanto va dato atto ai dipendenti della Provincia che hanno lavorato con intelligenza ed impegno. Io ho trascorso questi giorni di neve al telefono per rispondere ai Sindaci che mi chiedevano del sale per i marciapiedi dei propri centri. E' una situazione assurda”.
Ricci ha poi detto: “I conti ormai non quadrano più: non possiamo tenere aperti i riscaldamenti per le nostre Scuole. Soprattutto non lo possiamo fare nei periodi delle feste di Fine anno – e pure di questo siamo stati accusati da parte di qualcuno che pretendeva che fossero tenute al caldo 80 aule vuyote per poter accedere alla sola propria stanza per lavorare. Occorre da parte di tutti avere consapevolezza che la “spending review” ci impedisce di fare le cose che si facevano prima”.
Sull’argomento dello Statuto della Provincia, che la legge 56 impone di rinnovare, il Presidente Ricci ha voluto precisare che lui non ha alcuna intenzione di redigere ed approvare uno Statuto monco, privo di concrete indicazioni sulle materie di competenza dell’Ente. Infatti ha detto: “Io avrei dovuto approvare, secondo il termine non perentorio, entro il 31.12.2014 uno Statuto privo di indicazioni essenziali: la Conferenza Unificata Stato-Regioni avrebbe dovuto indicare quali fossero state le materie aggiuntive che le Province debbono onorare oltre a quelle stabilite dalla legge 56. Ebbene la verità è che la Regione Campania ci disse che sarebbe stato approvato un disegno di legge entro il 31.12.2014 che poi avrebbe dovuto essere approvato da un Consiglio regionale che tra pochi giorni si scioglie. Io dunque ad oggi sto cercando di acquisire elementi certi di valutazione da parte della Regione per capirte cosa debba essere scritto in questo Statuto. In ogni caso io ho nominato una Commissione composta da tutti i Consiglieri provinciali, affiancata da alcuni funzionari dell'Ente”.
Passando a trattare le prospettive di azione programmatica della sua Amministrazione Ricci ha dichiarato: “Per quanto sarà possibile con le risorse finanziarie a disposizione, io vorrei lanciare nei prossimi mesi: un Piano di sicurezza nelle Scuole, intervenendo dunque nel settore strategico della pubblica istruzione; un Piano di sicurezza stradale sulle nostre arterie provinciale con interventi non a macchia di leopardo, ma mirati e a valenza annuale sui punti di maggiore criticità così da puntare almeno su 2-300 chilometri per risolvere definitivamente alcuni dei maggiori problemi che attualmente vi si registrano. E poi: noi dobbiamo puntare sul ruolo strategico di Benevento, quale elemento trainante di tutta la collettività, unitamente ad altri poli come Pietrelcina o Sant’Agata de’ Goti, etc.: in tale contesto noi possiamo fare molto su questo territorio, soprattutto se riusciremo finalmente a fare sinergia e squadra con la vicina Provincia irpina. Unendo questi due territori simili ed ancora sostanzialmente validi dal punto di vista ambientale, potremmo costruire una grande opportunità. Dovremo indirizzare le nostre capacità ed energie a salvaguardare il nostro ambiente: noi infatti non abbiamo bisogno di Piani di insediamento Industriale e produttivi in ogni Comune. E’ una frottola; è una favola; è una truffa quella di portare industrie in ogni borgo: non ci possiamo illudere di sacrificare ettari ed ettari di terreno agricolo per piani che non troveranno mai la destinazione industriale. Noi, invece, abbiamo bisogno di qualche depuratore in più, abbiamo bisogno di una rete fognaria efficiente e di una rete idrica che non perda, come oggi, 3 litri d’acqua per ogni litro che arriva nelle nostre case. Abbiamo bisogno di organizzare gli investimenti delle risorse finanziarie disponibili in maniera pulita e trasparente”.    

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