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IL PRESIDENTE RICCI ASSICURA L'IMPEGNO PER I 52 DIPENDENTI DELLA SAMTE

Comunicato Stampa n. 212 del 21 aprile 2015

Il Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci, in merito alle criticità di natura economico-finanziaria della Società Samte, interamente partecipata dalla Provincia, intende precisare quanto segue.

  1. la Samte si occupa della gestione dei rifiuti per ottemperare ad un obbligo di legge: questa non è una notazione superflua; piuttosto essa evidenzia che il Legislatore ha dapprima obbligato nel 2009 le Province ad assumere tale funzione; poi ha deciso la soppressione delle stesse Province; quindi ha tagliato loro progressivamente i trasferimenti finanziari, ma, nel contempo, ha prorogato, anche di sei mesi in sei mesi, l'obbligo di gestire una parte del ciclo dei rifiuti. Questa contraddizione si traduce in una formidabile difficoltà gestionale.

  2. Negli anni scorsi, per volontà del Commissariato all'emergenza rifiuti, furono insediate nel Sannio discariche che dovevano ospitare quantititivi di rifiuti provenienti da altre realtà territoriali. I costi di questa gestione sono stati però caricati sulle Istituzioni sannite. Infatti, oggi Samte gestisce 9 siti di discarica, sopportando anche i costi di impianti (come Tre Ponti a Montesarchio, Serra Pastore a San Bartolomeo in Galdo e contrada Nocecchie a Sant'Arcangelo Trimonte con i rifiuti di altre province per la quasi totalità),che sono stati avviati dal Commissariato all'emergenza e non certo né dalla Provincia, né dalla Samte.

  3. In definitiva, i costi di gestione che la Samte deve affrontare sono pari annualmente a 7.443.000 milioni di Euro. A fronte di questi, i ricavi sono insufficienti. E per una serie di ragioni. Una delle quali, forse la principale, sta nel fatto che non si riesce a cogliere l'opportunità di sfruttare lo Stir di Casalduni. Ancora non si riesce infatti a far partire i progetti per due nuove linee produttive in quell'impianto per trattare l'umido e altre tipologie di rifiuti: queste avrebbero consentito risparmi enormi per tutti i Comuni del Sannio costretti a conferire tali frazioni altrove. Ebbene i progetti, approvati dalla Provincia nel 2013, sono stati approvati dalla Regione solo di recente. Non basta. Per effetto di una sentenza del Consiglio di Stato, essendo impossibile conferire in altre Regioni il rifiuto residuo, senza accordi tra le Regioni stesse, i costi per questa frazione sono aumentati del 50%. Non è infatti possibile sfruttare per tale funzione nemmeno la discarica di Sant'Arcangelo Trimonte perché essa è sotto sequestro da parte della Magistratura: sicché oltre al danno, c'è la beffa.

  4. In tale situazione, la Samte versa inevitabilmente in una situazione di criticità finanziaria a fronte della quale la Provincia ha voluto avviare strategie politiche di contenimento dei costi e di risanamento. Queste, per avere però maggiore efficacia, dovrebbero essere sostenute da una legislazione non ancorata alla precarietà gestionale. Non è possibile che si continuino a richiedere servizi da parte delle Province, senza adeguati interventi finanziari di sostegno.

  5. Tra le misure introdotte per salvare la Samte vi è la richiesta di messa in Cassa Integrazione per n. 52 dipendenti Samte è una misura che tende a tutelare il personale stesso dipendente, piuttosto che a metterlo in ulteriore difficoltà. La procedura avviata ci consentirà di evitare per loro guai maggiori nell'immediato futuro, perché è impegno prioritario della Provincia voler salvaguardare i livelli occupazionali.

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