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LA SAMTE NON E' RESPONSABILE DELL'AUMENTO DELLA TARIFFA RIFIUTI

Comunicato Stampa n. 326 del 9 luglio 2015
 
Il dott. Nicolino Cardone, in nome e per conto della Società Samte, interamente partecipata dalla Provincia di Benevento, ha rilasciato la seguente dichiarazione
 
Negli ultimi giorni si sono accese forti polemiche sulla Provincia di Benevento e sulla Samte, la società provinciale a totale capitale pubblico, che cura una parte della filiera dei rifiuti urbani.
Questa Società, istituita per esclusiva volontà del Governo e del Parlamento in virtù di normative varate a seguito della chiusura della fase emergenziale del ciclo integrato dei rifiuti urbani in Campania, ha colmato e colma un vuoto importante nella gestione della filiera che riguarda il segmento degli impianti di smaltimento e dei siti dismessi del territorio sannita.
Molti personaggi che assurgono quotidianamente a mania spasmodica di protagonismo, dimenticano di aver ricoperto nel passato ruoli di responsabilità che hanno determinato i risultati della situazione attuale, in particolare l’on.  Giovanni Zarro che oggi dice di non capire quali siano i costi che hanno determinato l’incremento di tariffa applicata dalla Provincia di Benevento per lo smaltimento del rifiuto residuo. Ebbene, ricordiamo all’on. Zarro che nel 2013, in qualità di Amministratore Unico di Samte dichiarava sul quotidiano “Il Sannio”  del 11 marzo : “La Samte è in dissesto e bisogna aumentare le tariffe” e che,  proprio sotto la sua gestione,  si verificò che alcuni Comuni, a partire dal capoluogo, imposero l’alt all’iter di appalto pubblico avviato da Samte per l’affidamento dei servizi integrati di raccolta dei rifiuti urbani al fine del conseguimento  della  gestione unitaria  così come previsto dalla legge.  Se ciò fosse avvenuto si sarebbe probabilmente determinata  una razionalizzazione delle attività e quindi  una conseguenziale riduzione dei costi.
Oggi, le gestioni  del ciclo dei rifiuti, in ambito provinciale, continuano ad essere frammentate: da qui  le diverse voci fuori dal coro che tentano di difendere, ciascuna, il proprio “orticello” attualmente occupato.
La Samte governa, dunque, la parte residuale della filiera, peraltro la più importante,  senza la quale salterebbe tutto il sistema dei servizi.
Tale gestione si realizza di fatto presso l’Impianto STIR di Casalduni, dove si effettua il trattamento del rifiuto residuo, a seguito del quale, in uscita, si ottengono due distinte frazioni: la parte secca da inviare a termovalorizzazione ad Acerra per il recupero di energia e la parte umida stabilizzata da smaltire in discarica. 
Ora, l’incremento della tariffa che assurdamente viene imputata alla Samte è invece derivato principalmente dalla oggettiva maggiorazione dei costi di smaltimento delle due tipologie di rifiuto in uscita dallo STIR.
Infatti è stata la Regione Campania a determinare, nel novembre 2014, con apposito atto amministrativo, l’aumento da € 0,00 a € 70,00  del costo di conferimento di ogni tonnellata di frazione secca all’impianto di Acerra; mentre l’incremento del 50% dei costi per lo smaltimento della frazione umida stabilizzata è derivato dalla intervenuta efficacia di una Sentenza di Consiglio di Stato (la n. 5242/2014).
Questi sono i punti sostanziali che si finge di non vedere.
E poi.
La gestione di ben otto ex siti dismessi derivante dal periodo Commissariale dell’emergenza rifiuti ed affidata a Samte è stata da sempre finanziata con risorse dell’Ente  Provincia.  Di ciò è ben a conoscenza l’On .Zarro, in quanto durante il suo mandato di Amministratore della Samte, la Provincia appunto trasferiva le risorse finanziarie necessarie a garantire la gestione di questi siti.
Oggi egli non sa quali sono questi costi? Delle due l‘una.
O, ieri, non si è reso conto perfettamente di cosa ha gestito; oppure,  oggi non comprende bene cosa sta davvero accadendo nella realtà amministrativa degli Enti Locali!  
Nel 2014, la Provincia di Benevento ha potuto garantire solo una parte dei costi sostenuti per i siti dismessi a causa dei forti tagli dei trasferimenti di risorse subìti, per cui tali spese sono ricadute parzialmente in tariffa.
Nel 2015 la situazione sarà ancora peggiore dal momento che la Provincia medesima potrebbe trovarsi in dissesto “indotto”,  non riuscendo a chiudere il proprio bilancio:  pertanto, anche quella parte di risorse assicurata nel 2014 non potrà essere in alcun modo garantita nel 2015.
Va sottolineato che nel Sannio ancora non si è costituito l’Ambito Ottimale per la Gestione dei rifiuti; intanto però, per quanto attiene alla gestione di impianti e siti dismessi, la Regione Campania con D.D. n.25 del 30-10-2014 ha approvato la ripartizione di detti costi che per la Provincia di Benevento ammontano ad € 1.690.687,44.
La conseguenza è che tali spese, in assenza dell’A.T.O. ricadono,  oggi, sulla Provincia e la Samte.
Ed allora perché si continua a sbagliare l’indirizzo della protesta se la realtà dei fatti consegue da  elementi oggettivi derivanti dall’applicazione di disposizioni regionali e dall’ottemperanza   obbligatoria alla citata Sentenza di Consiglio di Stato e non da “mala gestio”?
Non si capisce  quali potrebbero  essere le motivazioni  da porre a base di un eventuale ricorso e/o opposizione da parte dei Comuni avverso gli atti di approvazione del costo di smaltimento,  atteso che trattasi di atti dovuti in conseguenza di disposizioni regionali e dell’amministrazione di Giustizia.
Quanto infine alle dotte argomentazioni circa la formazione del Bilancio della Samte è utile precisare che la Società, a differenza delle altre società partecipate dalla Provincia, non può stabilire in modo autonomo e discrezionale le voci di entrata del proprio bilancio (tariffa di conferimento); ma è obbligata a definirle in modo da ottenere il pareggio di bilancio.
Necessariamente, quindi, non può avere cosiddette “perdite di esercizio” e, nel contempo, deve fissare la “tariffa definitiva” soltanto ad avvenuto accertamento di tutti i costi sostenuti nell’anno di riferimento,  al momento dell’approvazione del bilancio, nei termini stabiliti dal codice civile.
 
Si precisa, inoltre, che nei dati del bilancio societario 2014 non sono state inserite tra i costi le cosiddette “perdite su crediti” in quanto sono state attivate, nei tempi canonici, tutte le procedure  previste per il recupero crediti presso i comuni inadempienti sia attraverso l’utilizzo della  piattaforma del Ministero Economie e Finanze sia attraverso la via legale.
In altre parole, nessun comune della Provincia, dovrà farsi carico dei costi generati da comuni inadempienti.
Infine, per avere una chiara contezza dei fatti, occorre fare un confronto anche con altre realtà.
In provincia di Avellino, la Società Irpiniambiente applica un costo di smaltimento allo Stir di Pianodardine pari ad € 193,00 a tonnellata dal 2013 nonostante che la stessa gestisce l’intera filiera dei rifiuti compreso le raccolte e si occupa della gestione di un solo sito dismesso, anche di ciò l’On. Giovanni Zarro è ben a conoscenza! Mentre, la Provincia di Benevento ha deliberato, nel 2015, una tariffa di smaltimento pari ad € 199,00 a tonnellata, con un incremento medio annuo pro-capite  per cittadino sannita pari ad € 9,29.
Il  Presidente dell’Asia, società partecipata del Comune di Benevento, dott. Lucio Lonardo ha annunciato una lievitazione della spesa sostenuta dalla medesima società di € 2.000.000,00, che, ripartita in base al numero di abitanti della città di Benevento, produrrà un incremento medio annuo pro-capite pari ad € 33,00.  
Non vorremmo che in tempi difficili come quelli che le istituzioni vivono, qualcuno intendesse attuare la strategia di   voler distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da alcuni fatti reali, come a dire: parliamo di Samte con la speranza che Asia passi inosservata !!!”

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