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ISIDE VA A TORINO

Comunicato Stampa n. 603 del 28 gennaio 2016


Iside va a Torino

Reperti dell’Iseo di Benevento in trasferta al Museo Egizio di Torino per la Mostra “POMPEI  E  L’EGITTO” dal 4 marzo 2016 al 4 settembre 2016

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Iside va a Torino

La Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, con la Soprintendenza Speciale per Pompei - Ercolano - Stabia, ha organizzato dal 4 marzo al 4 settembre 2016 la Mostra “Pompei e l’antico Egitto” ed ha chiesto in prestito alla Provincia di Benevento alcuni reperti del Tempio di Iside di Benevento (epoca imperiale romana), custoditi presso il Museo Arcos in via Borgia. La Provincia di Benevento, sentita la Soprintendenza Archeologia Campania, ha concesso il prestito alla Fondazione.

 

Il Tempio faraonico di Domiziano

La Mostra allestita dal Museo Egizio torinese propone dunque Ia Sezione: “L’Iseo di Benevento” che così viene descritto nel Catalogo: «Al linguaggio “addomesticato” dell’Iseo pompeiano, si contrappone quello ancora faraonico dell’Iseo di Benevento, rinnovato sotto Domiziano. I pochi resti di rilievo sopravvissuti indicano che l’edificio, mai rinvenuto, aveva una decorazione in stile faraonico, e gli obelischi testimoniano l’uso attivo della scrittura geroglifica in iscrizioni composte ad hoc».

 

Il lungo viaggio di Iside

Iside, dea della maternità, della fertilità e della magia nella mitologia egizia adorata oltre 2.000 anni prima di Cristo, riportò in vita dall'oltretomba il marito Osiride. Figura di immenso rilievo nella cultura e nella religione egizia, Iside “trasmigrò” in altre contesti culturali e storici nel corso dei millenni. Iside la si ritrova nel Pantheon greco e, dunque, in quello latino e, persino, in quello cattolico. La sua raffigurazione mentre allatta il bimbo al seno è, infatti, identica a quella della Madonna delle Grazie, Patrona di Benevento.  

 

Iside: Da dea egiziana a “Signora di Benevento”

Il culto egizio della dea Iside, nato 2.000 prima di Cristo, si integrò nel Pantheon greco sotto i Tolomei (III sec. a.C) a partire dalla città di Alessandria, fondata sul Delta del Nilo nel 332 a.C. da Alessandro Magno. Da quel porto sul Mediterraneo il culto “trasmigrò”, tra il 120 e all’88 a.C., anche in Italia. In Campania il culto isiaco fu particolarmente attivo. Sotto l’Imperatore Domiziano (51 d.C. – 96 d.C.) Iside divenne la "Signora di Benevento“ grazie ad un Tempio da lui voluto ed eretto nell'anno 88 d.C. da Rutilio Lupo, importante imprenditore ed industriale beneventano attivo anche a Roma. E’ opinione condivisa tra gli studiosi che il Tempio di Iside di Benevento fosse il più grande e maestoso della Campania.

 

I Misteri isiaci di Benevento

Iside è riemersa dall’oblio a Benevento a seguito di casuali scavi, tra la fine del sec. XIX e gli inizi del XX. Importanti furono quelli presso l'ex convento di Sant'Agostino accanto all’Arco di Traiano e a piazza Cardinale Pacca. E’ ignota, tuttavia, l’ubicazione del Tempio eretto da Lupo. Sensazionale è il reperto più antico ed unico, quello dedicato ad Iside Pelagia, cioè protettrice della navigazione: si tratta di una nave in marmo raffigurata mentre solca i mari con un piccolo delfino. E’ molto probabile che sull’imbarcazione vi fosse una statua della dea: è, infatti, visibile sulla tolda un piede, quello della dea raffigurata mentre regge la vela increspata da venti favorevoli. I reperti del Tempio, dapprima raccolti nel Museo del Sannio, furono trasferiti il 4 marzo 2013 nel vicino Museo Arcos.

 

I reperti in Mostra a Torino

1.    Toro Api, Numero Inventario 1918

2.    Falco, Numero Inventario 1894

3.    Statua di Domiziano, Numero Inventario1903

4.    Sacerdote con canopo, Numero Inventario1926

5.    Cista mistica, Numero Inventario 1927

6.    Barca di Iside Pelagia, Numero Inventario 1917

7.    Rilievo in stile egiziano, Numero Inventario  1899

8.    Statua del Medio Regno, Numero Inventario  1904

9.    Statua di adoratrice di Iside, Numero Inventario 1925

 

L’operazione di trasferimento a Torino dei reperti è a costo zero per la Provincia di Benevento.

La Fondazione Museo Egizio si è impegnata a trasferire, a sua volta, due Statue isiache a Benevento; inoltre provvederà a coprire le spese per un allestimento virtuale del Tempio isiaco beneventano per il periodo della trasferta; infine sarà curato nel Catalogo della Mostra la Sezione dedicata al Tempio di Benevento con foto realizzate apposta dal Maestro Antonio Citrigno.

La Provincia di Benevento, a partire dal 4 febbraio 2016, chiuderà per 15 giorni il Tempio isiaco presso Arcos al fine di consentire gli interventi di manutenzione e riparazione degli impianti di proiezione dello stesso Tempio.

Le altre attività culturali di Arcos proseguiranno regolarmente.

In sede di Conferenza Stampa, convocata presso la Rocca dei Rettori per illustrare il progetto culturale, la dirigente del Settore Cultura della Provincia Pierina Martinelli ha precisato che il Museo egizio di Torino, di grandissimo prestigio internazionale, costituisce per il Sannio una importantissima vetrina capace di costruire un forte ritorno per il nostro territorio. Il Museo Egizio di Torino ha riconosciuto l’assoluto valore del Tempio di Benevento tanto che ha deciso di dedicare una apposita Sezione dedicata solo ai reperti isiaci del capoluogo sannita. La Provincia cercherà in tutti i modi di limitare i disagi per i visitatori del Tempio di Benevento con una esposizione virtuale dei reperti in trasferta .

Il Presidente della Provincia Claudio Ricci ha dichiarato che l’evento consegna al Sannio una presenza da protagonista in un Istituto culturale che è il più importante del mondo, dopo Il Cairo, per la cultura egizia. “E’ dunque una visibilità straordinaria per il nostro territorio” – ha continuato il Presidente. “Noi abbiamo già avviato contatti per una sinergia nuova e più feconda con lo stesso Museo Egizio grazie al trasferimento qui a Benevento di due reperti colà custoditi. E’, peraltro, questo soltanto l’inizio per noi di nuove forme di cooperazione anche con il Ministero per i Beni culturali.  In tale contesto vorrei ricordare che noi come Provincia, per i beni culturali, abbiamo fatto davvero molto nonostante tagli di Bilancio feroci e cancellazione di competenze istituzionali. E lo abbiamo fatto senza avere affatto chiaro il quadro di chi debba provvedere alla tutela dell’immenso patrimonio dei beni monumentali, culturali, librari. La legge regionale della Campania che si è occupata di queste competenze ritenute “non fondamentali” adottata alla fine dell’anno scorso non ha affatto diradato, tuttavia, né la confusione, né la precarietà sulla gestione dei beni culturali da parte degli locali territoriali. Ebbene noi come Provincia di Benevento non solo siamo riusciti a tenere aperte le nostre strutture, ma addirittura le abbiamo potenziate e rese fruibili al pubblico come dimostrano le presenze durante le Festività natalizie. Quando si critica la Provincia per questa o quella manchevolezza sulla gestione dei beni culturali occorrerebbe, però, tenere presenti le difficoltà di contesto, soprattutto di ordine economico, in cui ci muoviamo. E queste difficoltà si acuiranno ancora di più nel corrente anno 2016 perché verranno tagliati ulteriori 16 milioni di Euro dal nostro Bilancio”.  

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