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RICCI ANNUNCIA RICORSO CONTRO IL REINSEDIAMENTO DI ALFREDO CATAUDO ALL'ASEA

Comunicato Stampa n. 899 del 1° ottobre 2016
Si è svolta stamane la Conferenza Stampa del presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci in merito ad alcune polemiche che lo hanno investito nei giorni scorsi. Alla Conferenza stampa erano presenti, tra gli altri, i consiglieri provinciali Giuseppe Di Cerbo e Renato Lombardi, il Segretario generale dell'Ente Franco Nardone con la dirigente Pierina Martinelli e i funzionari Giuseppe Marsicano, legale della Provincia, Libera del Grosso e Serafino De Bellis. In merito alla querelle giudiziaria con il dott. Alfredo Cataudo, presidente esautorato dell'Asea e rimesso in carica da una sentenza del Tar Campania, la posizione del Presidente Ricci è stata la seguente: "annuncio il ricorso al secondo grado di giustizia amministrativa". Ricci ha ribadito la sua posizione e cioé che il Segretario generale Nardone, nella sua qualità di responsabile della Trasparenza e dell'anticorruzione, aveva rilevato che il dott. Cataudo non aveva reso la dichiarazione di circa la candidabilità agli incarichi previsto dalla legge Severino e che, alla luce di tanto, aveva disposto, come gli impone la legge e come ribadito dalla stessa Autorità Nazionale Anticorruzione (Cantone), per la decadenza dall’incarico dello stesso Cataudo. Secondo Ricci, la illegittimità della posizione del dott. Cataudo risiede nel fatto che la sua presidenza, voluta dall'allora Commissario straordinario della Provincia, era avvenuta per la nuova Società Asea, il nuovo Soggetto giuridico nato dopo la riforma della stessa Asea in società speciale con un nuovo statuto. “Per questa ragione Cataudo non poteva essere nominato presidente in quanto non erano trascorsi i termini per gli ex consiglieri provinciali durante i quali non possono assumere cariche pubbliche. Da qui peraltro nasceva la impossibilità per Cataudo di rendere la dichiarazione”. Ricci ha anche contestato le critiche di origine di una sigla sindacale che lo hanno riguardato in modo particolare, personale e diretto per la posizione da lui assunta sulle Società partecipate anche dopo la recente decisione del Consiglio dei Ministri circa lo sfoltimento di tali Società. Ricci ha dichiarato di sentirsi gratificato da tali contestazioni di origine sindacale: “Stiamo parlando del nulla.” Il Presidente si è poi soffermato su altro scontro nelle aule di giustizia amministrativa, quello con l'ex legale della Provincia, Vincenzo Catalano. Ricci ha detto: “Avrei preferito tacere e a lungo ho taciuto a ragione della mia carica istituzionale. Ora però si è superato il limite”. Ricci ha proseguito negando di aver mai costretto alcuno ad andarsene dalla Provincia ed ha ribadito che lo stesso Catalano ha liberamente scelto di svolgere le funzioni di Avvocato presso il Comune presentando una domanda di mobilità volontaria come era peraltro sua pieno diritto. La domanda fu accolta dal Comune lo scorso ottobre 2015. “Catalano mi deve dire se l'ho minacciato per andarsene. Lui ha deciso in maniera autonoma di andare via”. Il Presidente ha quindi fatto riferimento al conflitto d'interesse dello stesso legale che si è innescato per alcuni mesi dello stesso 2015 e di questo 2016 allorché l’avvocato Catalano difendeva contemporaneamente Comune e Provincia sebbene i due enti fossero in contenzioso tra loro. “Io mi sono sentito in forte imbarazzo per questo. Era una situazione antipatica. E tuttavia non ho messo in atto nessuna vendetta e nessuna ritorsione.” Sul nuovo avvocato dell'Ente, cioè l’avv. Giuseppe Marsicano, il presidente Ricci ha infine negato con forza che la ristrutturazione dell’organica della Provincia imposta dalle leggi vigenti abbia creato una subordinazione funzionale dello stesso Marsicano rispetto al Segretario generale.

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